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martedì 12 luglio 2011

RICORDI ...

L'estate era finita da poco, Irene Grandi cantava ancora 
"Bruci la citta"...
Io non vedevo l’ora di rimanere senza il rotolone della carta, o senza sapone per le mani, o lamette da barba... insomma avete presente il film di Fantozzi dove la cucina della Pina è piena di filoni di pane in ogni cassetto ed anche sotto il secchiaio?
Ecco il bagno del mio ufficio era così!!
Schiuma da barba a GO GO! Rasoi, detergenti di ogni tipo, ricambi per mocio a volontà, scorte di cartigienica per un esercito...
Ogni scusa era buona per andare in quel negozio di prodotti per la casa e l'igiene personale... 
il motivo?!??
ECCOLO:
30 anni, 1.70 circa, capelli castano chiato a caschetto, due occhi da gatta, una faccia da Lewinsky ed un culo bello tondo, abbondante e provocante, sempre valorizzato da mini mozzafiato.
Secondo me, già sospettava qualcosa, lei trovava sempre il tempo per essere gentile e sorridente e mi lanciava occhiate, rispondendo alle mie. 
Ogni volta però la conversazione si esauriva in poche battute.
- Ha dieci centesimi?
- Ora vedo. Ecco qua.
- Grazie. Molto gentile.
- Ma ti pare.
- Buongiorno...
- Arrivederci...
Ogni volta che uscivo dal negozio sentivo il tuo sguardo sulla mia nuca, ma io dovevo sciogliere un dubbio, prima di fare qualsiasi mossa.
Un giorno, mentre guardavo estasiato il tuo vestitino appariscente a filo di passera, un cliente prima di me ti chiede un prodotto in alto sullo scaffale...
Una mossa atletica e prendi la scaletta, sali i tre gradini e....
E ho visto la tua bella passera, mentre con la mano delicatamente facevi finta di cercare di coprirti tenendo giù il vestito.
Penso di non aver respirato per un minuto, mentre con il cell ti scattavo una foto... (solito porco)
- Eccomi qua, in cosa posso esserti utile?
Tiro fuori dalla tasca sinistra il biglietto che tenevo pronto da un tot.
L’hai guardato velocemente e lo hai richiuso nel palmo della mano.
- Grazie. Molto gentile.
- Ma ti pare.
- Buongiorno.
- Arrivederci.
Tutto come sempre. Mi sarò sbagliato, ho pensato. Ma vuoi che una donna così, con quel culo, abbia bisogno di essere rimorchiata al lavoro?
Invece, dopo qualche ora, da un numero sconosciuto, mi è arrivato un messaggio che faceva così:

Ciao. Sono Simonetta e sono sposata. Sarà meglio che mi lasci stare.

Gli ho riposto al volo la prima cosa che mi è passata per la mente.

  Ciao... Sono Stefano e sono sposato anche io... Credo anche io che sia meglio che mi lasci stare.

E così abbiamo iniziato a scambiarci messaggi, dal tono più o meno scherzosi, a volte un pò provocatori, per settimane.
Ogni messaggio più o meno parlava sempre del fatto che avremmo dovuto farla finita. Io ti rispondevo sempre subito, tu ci mettevi anche una settimana. E io aspettavo. Fremevo, ma non ti ho mai mandato un messaggio prima di una tua risposta. 
Poi un giorno ti ho scritto:
 
Ma un pomeriggio libero, per vederci, ce l’hai?

Dieci minuti.

Venerdì pomeriggio, alle 18 nel parcheggio del centro commerciale, ho una clio rossa.

Ti ho aspettato per mezz’ora. Il tempo limite. Mi era già capitato che altre donne mi dessero buca. 
Mi sono dovuto dare un tempo limite. 
E trenta minuti di ritardo si possono concedere.
Avevo anche un po’ sonno e mi sono assopito, ascoltando Irene Grandi.
Poi ti ho visto bussare al vetro e ti ho aperto.
- Ciao Simonetta.
- Ciao.

Ci siamo stretti la mano e ci siamo dati un bacio sulla guancia, come fanno i parenti. Ho messo in moto e mi sono diretto da qualche parte, non ricordo dove. Abbiamo cominciato a parlare del più e del meno. Dopo quasi un’ora ho fermato la macchina in un piazzale dove solitamente fermano i TIR per la notte, proprio tra un muro ed un TIR che non si sarebbe mosso fino al lunedi mattina...
- Perché ti sei fermato?  (mi hai chiesto con tono minaccioso)
- Scommetto che qualche idea in proposito ce l’hai
- Ma che ti sei messo in testa?!?! Riportami alla macchina!!!
- Senti, se sei arrivata a questo punto, almeno un bacio me lo devi.  

Mi hai guardato in silenzio, quel silenzio che sa di resa. Hai solo abbozzato un minimo tentativo di resistenza, giusto per salvare le apparenze, come insegnano le mamme.
- Va bene. Solo un bacio, però.

E come insegnano le mamme, non mettere la paglia accanto al fuoco, se non vuoi che scoppi un incendio. Il bacio si è presto tramutato in uno sbottonare di camicette e di jeans, in uno sdraiare di sedili. Mi sono staccato a fatica dalla tua bocca, per cominciare ad esplorare i tuoi seni ed i tuoi fianchi.
- Girati.

E tu mi hai voltato le spalle, docilmente. 
E così l’ho visto.
Il tuo bel culo, fasciato con una mutandina di pizzo nero. 
Ho preso i tuoi fianchi e ti ho messa in ginocchio. 
Poi ho scostato la mutandina.
Ho misurato per qualche secondo le tue splendide natiche con le mani. 
Una bella quarantaquattro abbondante. 
La pelle liscia. 
Ti ho dato un schiaffo, erano mesi che desideravo farlo...
- Ahi! Mi fai male!
- Bene! 
I soldi per la palestra sono ben spesi, ho pensato.
Senza attendere oltre, ho affondato il viso in quella meraviglia, e tu hai singhiozzato dal piacere. 
La mia lingua ha indugiato a lungo, tra le due porte del paradiso.
Ad ogni affondo, un sospiro soffocato. 
Avrei continuato per tutta la vita ad assaporare il mosto di quella vite selvatica. Invece tu...
- Basta. Basta. Prendimi. Così, da dietro.
- Pazienza...
Mi sono tolto quel poco che rimaneva e mi sono messo in ginocchio dietro di te.
Ti ho preso i capelli e ti ho tirata verso di me. 
Ed i tuoi singhiozzi si sono mischiati con le mie urla di piacere, mentre io ti cavalcavo a pelo, briglia in mano.
Mezzora dopo ho rimesso la faccia e la bocca in quel bel culetto, mordendolo, baciandolo, schiaffeggiandolo.
Mentre facevamo ritorno, hai pianto. In silenzio, cercando di non farmi capire quanto ti sentissi colpevole per quello che avevi fatto.
Non ti ho mai più vista, in negozio ho evitato di venire, messaggi non me ne hai mandati e la cosa finì li.
Chissà cosa farai in questo momento. 

Forse stai chiacchierando con tuo marito, forse stai cucinando. 
Chissà dove sarà il tuo bel culo burroso.

mercoledì 25 maggio 2011

DEDICATA A LEI ...

Non so perchè ma ogni volta che la sento penso a Lei... 
Forse perchè è pungente e pericolosa come un' ISTRICE...

mercoledì 16 marzo 2011

RICORDI...

Era un inverno freddo e nevicava, Madonna spopolava con “You Can Dance” mentre la Nannini cantava ancora “I Maschi”....

Sabrina...  Sessualmente non mi aveva mai ispirato molto...
Di viso era bruttina, la cosa è oggettiva, di fisico... insomma... bel paio di tettone, culo non male, ma il resto senza forma. 
Sciatta e stupida come un'oca.
Quel giorno ero a casa sua a studiare, era ormai sera tardi e non mi andava affatto di attraversare mezza città, a piedi, di notte, in pieno inverno.
Quando mi disse “resta a dormire qui”, feci un po’ di complimenti, tanto per fare l'educato, ma poi lei insistette, e anche la sorella che viveva con lei, e io cedetti abbastanza volentieri.
In fondo qualche sospetto lo avevo: certi sguardi, un certo modo di sporgere il seno quando mi stava vicina.
E poi lo sapevo, era una che i ragazzi se li faceva senza problemi.
Cenammo con tre pizze da asporto, caffé, sigaretta, due chiacchere sul divano.
A mezzanotte scarsa ci salutiamo per andare a letto, io ero stato sistemato nella camera degli ospiti, una stanza arredata con mobili in stile Belle Époque, letto matrimoniale e copriletto di pizzo.
Dopo neanche un quarto d'ora Sabrina bussò, mi chiese se andava tutto bene.
Aveva un baby-doll  largo largo, trasparente, e niente sotto.
Mi si avvicina piegandosi in avanti, con quelle due tettone che oscillavano a un palmo dalla mia faccia.
Accavalla le gambe, e mi fa vedere il pelo...
Alla fine eravamo praticamente appiccicati, e fu lei a cedere per prima.
Prima una mano sul cazzo, e poi direttamente tutto in bocca.
Gran pompino, con ingoio....
Me la immaginavo porca, ma non fino a quel punto.
Dopo tre ore eravamo ancora lì, e alla fine mi diede anche il culo. Per me fu la prima volta, ma per lei, da come ci si divertì, non credo proprio...
Mi addormentai all’alba, con la faccia in mezzo alle sue tette.
La mattina, mentre facevamo colazione, la sorella ci guardava con aria complice.
Non so perché, ma ho idea che quelle due insieme combinassero molto più di quanto potessi immaginare.
Con Sabrina ci vedemmo un altro paio di volte, tutte ottime scopate.
Poi ci perdemmo di vista.
Ho saputo che è sposata, ed ha cambiato città.

Brutta o non brutta, scopava da Dio.

martedì 8 marzo 2011

La storia d' Amore più bella...

La storia d'amore piu' bella, è quella che non pensavo di aver vissuto.
La storia d'amore piu' bella è quella senza cognomi ne indirizzi.
Senza mezze parole e telefonate del "come stai?".
Quella che è finita subito e ti lascia un vuoto.
Che ricordi con malinconia e lo stomaco ti si chiude.
Quella che dopo due ore insieme ed un bacio vorresti fermare il tempo.
Dove resti in contemplazione del suo sguardo.
La storia d'amore piu' bella è quella dove cerchi i suoi occhi mentre la scopi per ore... 
E poi sparisci, per tenerne il ricordo, la sensazione, il gusto.
Ed il suo odore ti resta sulla pelle, sui capelli.
Ti resta sulle labbra, sul viso, sul cazzo. Ti resta... e lo senti sempre.
La storia d'amore piu' bella non ti lascia rimpianti ne' compromessi.
Ti fa rivivere quelle poche ore milioni di volte,
ripensando a ogni sua parola ed ogni suo gesto.
La storie d'amore piu' bella è quella
che ti mette in discussione e ti fa perdere limiti, confini ed orgoglio.
Quella che ti cambia senza saperlo.
Che ti porti dentro per lungo tempo senza volerlo.
La piu bella storia d'amore io l' ho vissuta.
Saprò abituarmi a non vederla più, saprò rassegnarmi al mio   dolore, saprò fingere di essere felice, ma chissà se saprò    convincere il mio cuore che la mia storia d'amore più bella...
é finita.

sabato 8 gennaio 2011

LA FARMACISTA...


Erano i primi giorni di un anno iniziato malissimo...
Mio padre era venuto a mancare da poco ed io non andavo a "sposate" da un mesetto...

Carla, una farmacista che il sabato mattina solitamente viene a far spesa in negozio, lavorando nella farmacia con il marito solo il pomeriggio.
Una bella donna,  45 anni, capelli biondi e sempre curati,  occhi verdi  intriganti da morire, bocca carnosa e quinta di seno  con capezzoli appuntiti come chiodi, un culo un po' abbondante ma splendido per i miei gusti…
Quel sabato  mattina ero in negozio a preparare degli ordini ed ecco che lei entra..
Salve, buongiorno! Posso esserle utile?
Direi di si..  (dice lei)
Dovrei fare spesa per me ed anche per una mia amica, ma ora non saprei dove mettermi le sporte perché sono in bicicletta e devo andare dalla parrucchiera..
Nessun problema! Lei prenda ciò che vuole e poi le facci consegnare tutto in farmacia più tardi.
Sa.. in farmacia.. non è il caso.. abbiamo anche noi prodotti simili e far vedere che mi rivolgo a voi!!
Hahhaah  si mi scusi.. dove vuole che le consegni allora??
Se viene lei personalmente tra diciamo 2 ore… io sono a casa…  sa dove abito??
Si certo.. qui dietro.. la vedo sempre quando esce la mattina..
Perfetto! Diciamo alle 11.. suoni  ******
Ore 11..  Salgo, lei mi apre in  sottoveste nera trasparente, mi offre un  il caffè e mi fa  tante domande su come vanno gli affari, se rimango o riparto, sui miei gusti in materia di donne,  se preferisco le more o le bionde…  e se la ragazza giovane in negozio è la mia fidanzata..
A quel punto, un pò per scommessa con me stesso un pò  perchè la situazione mi pareva ormai ovvia…  la interrompo dandole del tu e le dico:
Carla sai cosa mi piace veramente tanto? ? .. lei mi guarda  stupita e maliziosa, si gira e mettendosi a pecora sulla cucina mi fa:  "Questo??"
"Esatto" e le metto una mano tra le cosce da sotto lasottoveste fino ad arrivare a sentire quella passerona calda e depilata..
Lei per un attimo mi guarda  con un misto di sorpresa e compiacimento… quei secondi mi parvero un' eternità,  sentivo il cazzo che crescere nelle mutande … si gira,  mi abbraccia con delicatezza,  mi mette una mano dietro la nuca e avvicinandomi mi bacia in bocca…  io ricambiai cominciando a stringerle i fianchi, toccandole  quelle tette meravigliose e dure come il marmo, lei si alza la sottoveste per farsi toccare meglio, io le guido la sua mano sul mio cazzo  teso e duro come un tronco, mi accarezza  piano, dai coglioni alla cappella, per soppesare bene la grandezza del cazzo, e mi fa:   " ah pero'...sembra un bell' attrezzo, sbottonati  i  jeans che lo voglio vedere meglio. " 
Mi cala i pantaloni e mi scosta gli slip liberando il cazzo, lo prende  in mano da femmina esperta e mi fa:
 " Bel pisellone,  più grosso di quello di mio marito "
 In un attimo si mette in ginocchio e comincia a leccarmelo con maestria, cambiava modo in continuazione, lecca e se lo ingoia quasi tutto, subito dopo mi segava, ed io, io me la godevo…
Ora  lei mi spinge indietro, fino a farmi toccare il bordo del tavolo, mentre  continua  il suo favoloso lavoro  con una eccitazione incredibile, emettendo mugugni di piacere che mi fanno  arrapare ancora di piu'.. succhiare il cazzo le piace e la fa eccitare..
Con entrambe le mani cominco a strizzarle le tette,  a muovermi avanti e indietro scopandola in bocca, sentivo la sborra salirmi dai coglioni gonfi e infuocati, lei se ne accorge e si ferma… alza  la testa dicendomi :  " stai per venire? Resisti che lo voglio dentro "
Tranquilla.. Anche se vengo poi ce n’è ancora finchè vuoi..
Si mette  al mio posto sul bordo del tavolo, a pecora, si tira sui fianchi la vestaglia e impugnando il cazzo se lo sfrega sul culo da sola…
Il mio cazzo è completamente bagnato dalla sua saliva, la sua passera  depilata è fradicia…
Io le massaggio il clitoride con la cappella e le dico: “non ho il preservativo!”
Lei infila la mano nella tasca della vestaglia, si gira con un sorrisino da vera troia e me lo mette in mano dicendo:  l’ho preso XL sperando di aver indovinato..
Messo il cappuccio, le  afferro i fianchi e senza indugio lo infilo dentro tutto lentamente ma inesorabilmente… tutto,  fino alle palle…  a quel punto mi fermo, le afferro  i capelli con la sinistra e con la destra le mollo un sonoro schiaffone su quel culo tondo e burroso dicendole.  “adesso ti monto come una Troia.. voglio sfondarti”
Inizio a montarla con un certo ritmo fin da subito, tanto per non  perdermi in smancerie… la scopo e le do della troia. Nel mentre le infilo il pollice destro nel culo già fradicio e rilassato….
In quel preciso istante Carla ha un' orgasmo  violento,  cosi forte che inarcando la schiena quasi mi da una testata in faccia…  si aggrappa ai miei capelli e si mette a dire:  “ Mi sento una troia! Mi fai sentire troia!!!”
Io:  Lo sei.. sei una gran puttana affamata di cazzo.. e adesso ti inculo!
Riafferrandola per i capelli la spingo ancora giù con la faccia sul tavolo, le prendo un polso le  storgo un braccio dietro la schiena, quando estraggo il cazzo dalla quella passera calda e fradicia, gli umori le colano lungo le cosce!  Uso quegli umori per bagnarmi le dita e ne uso due per allargarle il culo… ecco, ora te lo infilo nel culo fino alle palle… ti inculo come si deve… come merita una troia di classe come te!!!
Dopo una decina di colpi violentissimi, dati con forza animalesca, spingendo contro quel culo con tutte le mie forze tanto che il tavolo ormai era arrivato contro la cucina…
Ecco che la Farmacista viene di culo!!!  Sento lo spasmo stritolarmi il cazzo…  le do due schiaffoni e le dico troia per l’ennesima volta!!  In quel momento vengo pure io… lei allunga una mano sotto, mi stringe le palle e poi probabilmente toccandosi il clitoride si fa venire pure davanti!!
Mi chino su di lei e le mormoro in un orecchio come fosse un segreto:  “ sei una fantastica puttana da monta.. una vera sala giochi per uomini..  la prossima volta ti voglio in un letto”
Lei inebetita:  “Si si.. quello che vuoi.. erano anni che non venivo cosi! Sei un animale… un fantastico aborigeno”
Senza chiedere il permesso, come fossi a casa mia mi infilo in doccia e poi mi rivesto con tranquillità… lei è seduta su una sedia della cucina, ha chiuso la vestaglia, il lavoro del parrucchiere è completamente andato a puttane ed il trucco le cola sulle guance…  ha lo sguardo basso come in una crisi di pudore..
Arrivederci  Dottoressa.. non si preoccupi, quando vengo in farmacia a prendere l’AULIN   mi porto la ricetta..