Visualizzazione post con etichetta Donne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Donne. Mostra tutti i post

lunedì 7 gennaio 2019

LA BEFANA VIEN DI NOTTE...

Questa è venuta di giorno...

Gli ormoni gioiscono!
Il cazzo esulta!
I coglioni intonano cori da stadio!

lunedì 11 dicembre 2017

MARZIA...



Conoscevo Marzia da alcuni mesi, ed esattamente da quando si era spostata con l'agenzia al lato del mio locale.
40 anni molto ben portati, mora capelli lunghi lisci e quel caratterino che non passa inosservato!!
Quella mattina mi aveva cercato ma io non c’ero.
Quando mi riferiscono la cosa, io la vedo in gelateria che prende il caffe e la raggiungo li.
Ciao mi hai cercato?
Si scusa! So che sei uno smanettone da computer e volevo chiederti aiuto!!
Era disperata perchè aveva cancellato per sbaglio dei documenti del marito che sarebbe tornato in ufficio da li a 3 ore scarse.
Conoscevo purtroppo anche il marito, un personaggio che nessuno di noi incrociava con gioia.... 
Mi misi subito al lavoro e trovai  i files cancellati.
Dai titoli doveva trattarsi di lettere inviate a un avvocato, mi tratteni dall' aprirle, non erano fatti miei...  
Il programma però segnava anche tutta un' altra serie di files cancellati nei giorni precedenti, 2 settimane prima, e altri cancellati qualche mese prima. Erano immagini e filmati… io mi  misi a recuperare 4 o 5 immagini... 
In una foto c' era il primo piano di una cappella che sborrava, in un' altra foto c' era una bocca che succhiava un cazzo.. e la bocca non era di Marzia, infatti aveva un neo vicino al labbro inferiore che Marzia non aveva... 
Avevo scoperto le foto del tradimento di Gianni?!
Misi a recuperare un filmato, il più piccolo in modo da fare in fretta, e qualche altra immagine.... i miei sospetti erano ormai certezza, si trattava di una donna ben più giovane di Marzia avrà avuto forse 27/28 anni, un corpicino niente male, e nella foto che avevo davanti era a smorzacandela impalata sul cazzo di Gianni!
Apro il filmato dopo aver disabilitato l’audio del pc, e nel filmato Gianni la stava inculando da dietro e riprendeva, evidentemente con il telefonino.
In quel momento sento Marzia gridare "Oh porco Dio!". Mi giro d'istinto e lei è a li che guarda il monitor mentre la sua faccia diventava paonazza di rabbia. Io mi scuso chiudendo le foto e dicendo che credevo si trattasse dei suoi file, ma lei ormai era incazzatissima....
"Maledetto bastardo! Se non vado dall' avvocato sta volta Dio mi fulmini!!"  "mi dispiace che lo abbia scoperto così, comunque i suoi documenti sono recuperati, Gianni non sospetterà niente...". A testa bassa faccio per andarmene ma Marzia mi ferma e mi chiede quanto mi doveva.
"Ma scherzi? A te non potrei mai chiedere niente”
"Finalmente ho capito perchè negli ultimi 6 mesi mio marito ha voluto fare sesso solo 2 volte....".
Io ero imbarazzato  sulla porta già aperta pronto per uscire, Marzia la richiude e prendendomi per mano mi accompagna nello studio del marito.. al cento della stanza, comincia a spogliarsi…d'un tratto mi sembrava di muovermi col pilota automatico, e ci troviamo nudi, lei a pecora sulla scrivania del marito ed io che la sbatto da dietro ferocemente senza neppure toglirle il perizoma.
Marzia aveva un culo stupendo, decorato da un tatuaggio particolare di un sole con le fiamme
Mentre la montavo lei in preda all’eccitazione ed alla rabbia verso il marito mi fa..
Voglio che mi fai pure il culo, e che mi fai delle foto con il telefonino con il tuo cazzo in bocca!!

Io immediatamente prendo il telefonino, le scatto le foto a pecora, poi le sbatto il cazzo in faccia e mentre me lo succhia le faccio altre foto…
Ci rivestiamo e lei vuole che le scarichi nel pc del marito. Io le chiedo se è sicura, e lei per tutta risposta mi ordina di mettergliene una come sfondo del desktop a tutto schermo. Io obbedisco (con un pizzico di ammirazione per quella donna!),  prendo le mie cose, la saluto e me ne vado.
Qualche giorno dopo al bar non si chiaccherava d’altro che della Marzia che si separava da Gianni..
Il primo pensiero, non era di dispiacere, anzi, pensavo che forse  avrei potuto far di nuovo visita Marzia e al suo splendido culo…

giovedì 24 agosto 2017

LA SIGNORA...



Fuori ci saranno 38 gradi. Per fortuna l'aria condizionata, nella spaziosa camera del discretissimo motel situato lungo la via Emilia, funziona alla grande. La signora, vestita solo di un perizoma rosso, se ne sta a gambe larghe, comodamente seduta sulla poltrona di fianco al tavolino. Sta parlando al telefono con il marito. Seduto sul tappeto davanti a lei mi diverto a stuzzicarla, con la lingua, leccando attorno al minuscolo triangolino rosso…
La sento dire:  "Caro non so a che ora torno, adesso siamo in pausa ma la riunione andrà avanti per almeno altre tre ore"
Sento la troia fremere sotto la mia lingua ma la sua esperienza le consente di mantenere la voce inalterata, come se nulla fosse…
 "Certo tesoro, appena finisco rientro, non temere. Adesso scusami ma devo proprio andare".
 La sento tirare un sospiro di sollievo mentre chiude la comunicazione.
"Sto cornuto, mi sta addosso sempre più"
"Forse sospetta qualcosa" le dico
"Non me ne frega un cazzo di quello che sospetta, mi fa incazzare e basta"
"Senti" le dico alzandomi in piedi e mettendole sotto al naso il mio uccello già in tiro "invece di incazzarti con il cornuto occupati di questo".
La signora non si fa pregare e attacca a pompare a due mani.
 "Mettiti comodo" mi dice invitandomi a sedere al suo posto. 
Adesso è lei in ginocchio, sento la sua lingua carezzarmi le cosce, leccarmi i coglioni con lentezza esasperante.
Le afferro la testa e la costringo ad attaccarsi ancor di più.
So che quanto più è incazzata col marito tanto più diventa troia perciò la sfido in un gioco antico ma sempre nuovo
"Fai tutto quello che non fai mai a tuo marito, forza"
Mi stringe il cazzo duro e mi guarda senza timore "Sei un porco, cosa vuoi che faccia?"
Le appoggio entrambe le mani sulla testa e la spingo giù con forza..
“Voglio che lo ingoi tutto, fino alle palle e che te lo tieni in gola mentre sborro!!"
La zoccola non si fa pregare. Mi godo la sua bocca calda pregustando quanto piacevole sarà il pomeriggio prima di ritornare a morire dal caldo.......

sabato 3 settembre 2016

LADY SINTES...

Ero a Palma per risolvere un problema fiscale ed avevo una camera all’Hotel Palace...
Quel giorno si svolgeva anche un meeting del Consorzio Insulare...
Io, curioso come sono, mi ero intruffolato nel loro buffet e li…    
Conobbi la Signora Sintes...
Lei, signora elegante sui 50-52 anni, amministratore delegato dell'azienda calzaturiera di famiglia.
La notai subito perché tra i vari ultra sessantenni incravattati non potei non apprezzare la sua fascinosa sensualità di donna.
Piega perfetta, manicure ineccepibile, abito elegante e, al contempo, provocante, scollatura al punto giusto, gonna sufficientemente lunga per coprire le cosce ma non abbastanza per impedirne la seppur parziale vista.
Ero al suo fianco e non potei non ammirarne fascino ed eleganza.

Parlava correttamente 3 lingue ed intratteneva tutti.
Al ricco opulento buffet nel quale ero un intruso, con lo sguardo ero sempre a cercare lei, quella attraente donna di mezz'età che tanto mi intrigava.
Chiesi al personale dove fossero i servizi a quel piano e una cameriera mi ci accompagnò spiegandomi che il bagno della sala convegni era di uso comune uomini e donne.
Ascoltai con indifferenza la precisazione trovandola inutile!
La toilette era immensa!  Praticamente ogni bagno era una stanza a se.

Entrai, mi sbottonai i pantaloni e …
Proprio in quel momento entrò nel mio bagno lei.
Non sono abituato a chiudere la porta a casa, e stupidamente non lo faccio nemmeno nei servizi pubblici incurante della possibilità che qualcuno apra la porta!!
Così lei aprì la porta...
Mi voltai, continuando a urinare tranquillo stavo per  dire: "E' occupato" pensando che fosse un uomo..
La vidi e lei vide me.
Fu un attimo, incrociammo i nostri sguardi e poi lei scusandosi richiuse la porta.
Finii di fare la pipì, ed uscii per andarmi a lavare le mani nell'antibagno.
Mi stavo asciugando in uno di quei marchingegni automatici di ultima generazione nel quale devi infilare le mani per intero dentro quando sentii il rumome dello sciacquone del wc vicino a quello che in precedenza avevo utilizzato io.
Trascorsero alcuni istanti ed eccola.
Lei di fronte a me, intenta a lavarsi le mani.
"Scusi per prima - mi disse -. Mi spiace averla disturbata. Perdoni la mia irruenza ma avevo un gran bisogno di fare la pipì e trovando aperto non ho pensato di bussare...".
"Ci mancherebbe - risposi io -. Anzi scusi lei, la colpa è mia che non chiudo mai quando sono in bagno".
"Davvero? - mi chiese lei quasi stupita -. E come mai? Non teme che qualcuno possa entrare come del resto accaduto a me poco fa?"
"Sinceramente no - ribattei io -, e poi qual'è il problema? Non ho nulla da nascondere e in ogni caso la pipì la faccio spalle alla porta per cui non ci sto a pensare su troppo".
Ridemmo entrambi.
"Sì in effetti per noi donne è un po' differente - riprese - Noi ci dobbiamo sedere e poi abbiamo tutta una serie di indumenti da togliere".
"Beh insomma, in fondo si tratta solo di alzare la gonna e abbassare le mutandine ed il gioco è fatto" la incalzai io.
"Sì, è vero, - replicò lei - ma se per caso entrasse una persona, magari un uomo, sicuramente sarebbe sconveniente".
Il discorso si stava protraendo più del dovuto e mi pareva che l'argomento fosse volutamente malizioso quindi decisi di proseguire, curioso di vedere fin dove sarebbe arrivato.
"Ha ragione, ma in tal caso sarebbe una piacevole sorpresa" dissi io palesando un certo interesse.
"Scusi? Che cosa sarebbe piacevole?" mi rispose lei.
"Aprire la porta di un bagno e trovarci dentro una donna affascinante come lei con la gonna alzata e mutandine abbassate" dissi, osando, forse anche troppo.
"Ma non dica sciocchezze - replicò lei sorridendo -. Non credo che sia tanto piacevole entrare in un bagno e scoprirlo occupato, peraltro da una tardona come me".
Capii immediatamente che il gioco era fatto.
Avrebbe tranquillamente potuto fancularmi  dopo la mia provocazione e invece rimbalzò la palla a me, facendo la finta modesta.
"Mi faccia capire quindi: le piacerebbe entrare in un bagno inconsapevolmente e trovarci dentro una donna che fa la pipì?" mi chiese lei.
“Se mi capitasse di trovarci dentro una donna bella come lei..." la stuzzicai io.
Passarono due o tre secondi e poi…
"Vediamo se dici la verità, venga con me" disse e con la mano mi trascinò dentro al bagno in cui poco prima aveva urinato.
Entrammo, chiuse la porta a chiave, si voltò, e guardandomi si alzò la gonna, abbassò le mutandine dicendomi: "Mi sa che non l'avevo fatta tutta"

Poco dopo sentii lo scroscio della sua pipì scendere...
Il mio cazzo divenne immeditamente duro come il marmo.
Lei mi guardava fisso negli occhi e pisciava di fronte a me, come una vacca vestita da signora.
"E tu? Sei sicuro di averla fatta tutta prima?" mi disse iniziando a guardare sfacciatamente il mio pacco.
"Forse no, hai ragione, sento l'impulso di farne ancora un poco" replicai.
"Allora che aspetti dai, liberalo e svuotalo per bene"
Mi stava provocando e io non indugiai oltre.
Aprii la patta dei miei pantaloni ed estrassi il cazzo duro come il marmo ad una ventina di centimetri da lei seduta ancora sul wc.
"mmmmmh ma che bel cazzo hai, aspetta che ora mi alzo e ti aiuto io a fare la pipì"
E così fece. Si alzò, ricomponendosi e lo impugnò indirizzandolo la cappella verso la tazza.
Era così duro che non sarei mai riuscito a pisciare...
"Forse dobbiamo prima svuotare questi coglioni gonfi che ne pensi?"
e senza attendere risposta si accovacciò sul mio cazzo infilandoselo per intero in bocca.


Dalla mia, di bocca, uscii incontrollato un "ooooooooooh" mentre lei iniziò a muovere la sua testa sul cazzo fagocitandolo tutto, dalla cappella fino al base e leccandomi addirittura i coglioni con la lingua mentre era infilato tutto in gola.

Succhiava come raramente avevo visto fare e alzava lo sguardo cercando il mio. Le piaceva succhiarlo, era evidente, e lo faceva con una maestria davvero notevole.   Ad un certo punto, probabilmente stanca della posizione, abbassò, la tavoletta del wc e ci si sedette sopra continuando imperterrita a succhiarmi l'anima. .. 
Io mi limitavo ad godermela come un maiale.  
Accellerò il ritmo e con il trascorrere dei minuti, iniziai a scoparle la bocca, tenendole la testa ferma e con il bacino le infilavo il cazzo per intero in gola…
Venni in men che non si dica, tenendola pe i capelli con il cazzo tutto  in gola.
Bevve tutto, senza tirarsi indietro e solo alla fine si staccò lentamente continuando a succhiarmelo mentre pulsava.. poi lo lasciò uscire dalla sua bocca.
"Mi sei piaciuto tesoro, hai un gusto favoloso, sai di buono" disse leccandosi le labbra come la più consumata delle troie.
"E tu hai una bocca spettacolare"... risposi io.
"A proposito, mi chiamo Maria"
"Piacere,  Filippo"

lunedì 29 settembre 2014

L'inverno è calato come una scure sul mio cazzo...



Sicuramente avrei bisogno di ben più di four days con la bella psicologa di Milano, o qualche sua omologa. 
Mi disse che il motivo per cui tanto piacevo era a suo giudizio frutto di due cose, di certo la virilità che trasmettevo, ma poi che ispiravo anche un senso materno.  
Le sono bastati quattro giorni. 
Io ero così incasinato che non ho dato troppo peso alla sua figa, materna e vogliosa di virilità. 
Tuttavia professionale, come esigeva la situazione e la mia condizione.
Avevo un ideale, per carità, niente di fisso, ma l'oggetto del desiderio più intimo doveva corrispondere alla mia armonia, doveva avere uno stile unico, irripetibile. 
E poi c'era la mia sensibilità acerba, la mia dolorosa, atavica diffidenza, l'inesperienza e incompetenza, la vergogna dell’innamorarmi, una naturale propensione alla sessualità e alle tardone. 
Non è cambiato molto, solo non trombo di più.


lunedì 29 agosto 2011

AMICO MIO ...

Quella sera stavamo tornando dalla nostra mangiata di fiorentina e patate, guidavo io. 
A fianco c’ eri tu amico mio, che da dieci minuti scrivevi sms con un’ aria non troppo soddisfatta sul viso.
Ad un certo punto ti sei messo a piangere, come una fontana. Singhiozzi potenti, moccio dal naso, guance grondanti di lacrime.
Ti ho chiesto cosa non andava, tu non ha risposto e hai continuato nella tua opera di autocommiserazione. Ho lasciato perdere.
La gente mormora ed io ho saputo poi che ti era successo....
Da quel giorno io odio quella ragazza. 
La considero una smorfiosa troia del cazzo. 
Quante volte ho sognato di darle una sberla e cancellarle quell’aria da regina del mondo che si porta sempre stampata sul muso.
Certe ragazze sono belle in un modo intollerabile, sono talmente belle che danno ai nervi. 
Le guardi e sai che non potrai averle perché non sei Scamarcio e non hai un Porsche Cayenne, e tutto ciò ti fa incazzare. 
Perché queste creature così perfette sono precluse alla maggior parte degli uomini?!?  
Non è giusto.
Certe volte dovrebbero solo darla via.  
Darla via a chi capita.  Tre o quattro volte al giorno.
Certe volte arrivi a odiare le ragazze troppo belle. 
Le insulti e le chiami puttane e vai in giro a dire che hanno il cervello di una gallina e che sono antipatiche.
E vorresti farci sesso in modo selvaggio, metterglielo in culo mentre le strattoni per i capelli e le senti urlare di dolore, farle sedere sul tuo uccello e schiaffeggiarle mentre le scopi. 
La loro bellezza smisurata ti ferisce, ti trasforma in un bulldog incazzato.
Poi naturalmente quando hai il colpo di culo della tua vita e una di loro si concede a te succede che la tratti come una principessa e ci fai l’amore piano piano sussurrandole romanticherie smielate, tu sopra e lei sotto, niente cose strane né movimenti bruschi, grazie.
Poi lei ti molla, e si mette con uno che ha la Porsche e che quando la scopa le morsica i capezzoli fino a che non restano i segni e alla fine le viene sulla faccia e la costringe a ingoiare, le sussurra romanticherie tipo: TROIA e  PORCA  e poi va in giro per i bar a vantarsi con gli amici. 
E lei sta a dire alle sue amiche quant’è innamorata del coglione col Porsche.  

La prossima volta, amico mio, scopala!! 
  Montala senza rispetto!! 
Trattala da regina di giorno, a letto trattala per la Troia che è....

martedì 19 luglio 2011

IL CULO ...

Avere il culo di una donna fra le mani è qualcosa di tremendamente appagante.

Appagante in maniera ANIMALESCA
 
Avere il culo di una donna fra le mani dona una sensazione di benessere, di potenza, di soddisfazione, di eccitazione, di possedimento totale.

E' come se la donna, mostrando e porgendo il culo rotondo, dicesse all'uomo: 

ecco, sono tua, ti dono il centro del mio corpo, la parte più carnosa e preziosa di me, i miei passaggi più intimi e nascosti che portano al mio piacere, e voglio che sia tu a darmelo.

Trovo che sia un bellissimo modo di donarsi.

Così come trovo che sia una grande conquista per l'uomo penetrarla nel culo.

Oltre al piacere fisico c'è soprattutto il piacere mentale, psicologico, di conquistare un "territorio" che per la maggior parte degli uomini è zona vietata.

Proprio questi due concetti, il donarsi e la conquista, sono due dei principali motori che fanno del sesso anale la cosa più bella ed eccitante del mondo.

martedì 12 luglio 2011

RICORDI ...

L'estate era finita da poco, Irene Grandi cantava ancora 
"Bruci la citta"...
Io non vedevo l’ora di rimanere senza il rotolone della carta, o senza sapone per le mani, o lamette da barba... insomma avete presente il film di Fantozzi dove la cucina della Pina è piena di filoni di pane in ogni cassetto ed anche sotto il secchiaio?
Ecco il bagno del mio ufficio era così!!
Schiuma da barba a GO GO! Rasoi, detergenti di ogni tipo, ricambi per mocio a volontà, scorte di cartigienica per un esercito...
Ogni scusa era buona per andare in quel negozio di prodotti per la casa e l'igiene personale... 
il motivo?!??
ECCOLO:
30 anni, 1.70 circa, capelli castano chiato a caschetto, due occhi da gatta, una faccia da Lewinsky ed un culo bello tondo, abbondante e provocante, sempre valorizzato da mini mozzafiato.
Secondo me, già sospettava qualcosa, lei trovava sempre il tempo per essere gentile e sorridente e mi lanciava occhiate, rispondendo alle mie. 
Ogni volta però la conversazione si esauriva in poche battute.
- Ha dieci centesimi?
- Ora vedo. Ecco qua.
- Grazie. Molto gentile.
- Ma ti pare.
- Buongiorno...
- Arrivederci...
Ogni volta che uscivo dal negozio sentivo il tuo sguardo sulla mia nuca, ma io dovevo sciogliere un dubbio, prima di fare qualsiasi mossa.
Un giorno, mentre guardavo estasiato il tuo vestitino appariscente a filo di passera, un cliente prima di me ti chiede un prodotto in alto sullo scaffale...
Una mossa atletica e prendi la scaletta, sali i tre gradini e....
E ho visto la tua bella passera, mentre con la mano delicatamente facevi finta di cercare di coprirti tenendo giù il vestito.
Penso di non aver respirato per un minuto, mentre con il cell ti scattavo una foto... (solito porco)
- Eccomi qua, in cosa posso esserti utile?
Tiro fuori dalla tasca sinistra il biglietto che tenevo pronto da un tot.
L’hai guardato velocemente e lo hai richiuso nel palmo della mano.
- Grazie. Molto gentile.
- Ma ti pare.
- Buongiorno.
- Arrivederci.
Tutto come sempre. Mi sarò sbagliato, ho pensato. Ma vuoi che una donna così, con quel culo, abbia bisogno di essere rimorchiata al lavoro?
Invece, dopo qualche ora, da un numero sconosciuto, mi è arrivato un messaggio che faceva così:

Ciao. Sono Simonetta e sono sposata. Sarà meglio che mi lasci stare.

Gli ho riposto al volo la prima cosa che mi è passata per la mente.

  Ciao... Sono Stefano e sono sposato anche io... Credo anche io che sia meglio che mi lasci stare.

E così abbiamo iniziato a scambiarci messaggi, dal tono più o meno scherzosi, a volte un pò provocatori, per settimane.
Ogni messaggio più o meno parlava sempre del fatto che avremmo dovuto farla finita. Io ti rispondevo sempre subito, tu ci mettevi anche una settimana. E io aspettavo. Fremevo, ma non ti ho mai mandato un messaggio prima di una tua risposta. 
Poi un giorno ti ho scritto:
 
Ma un pomeriggio libero, per vederci, ce l’hai?

Dieci minuti.

Venerdì pomeriggio, alle 18 nel parcheggio del centro commerciale, ho una clio rossa.

Ti ho aspettato per mezz’ora. Il tempo limite. Mi era già capitato che altre donne mi dessero buca. 
Mi sono dovuto dare un tempo limite. 
E trenta minuti di ritardo si possono concedere.
Avevo anche un po’ sonno e mi sono assopito, ascoltando Irene Grandi.
Poi ti ho visto bussare al vetro e ti ho aperto.
- Ciao Simonetta.
- Ciao.

Ci siamo stretti la mano e ci siamo dati un bacio sulla guancia, come fanno i parenti. Ho messo in moto e mi sono diretto da qualche parte, non ricordo dove. Abbiamo cominciato a parlare del più e del meno. Dopo quasi un’ora ho fermato la macchina in un piazzale dove solitamente fermano i TIR per la notte, proprio tra un muro ed un TIR che non si sarebbe mosso fino al lunedi mattina...
- Perché ti sei fermato?  (mi hai chiesto con tono minaccioso)
- Scommetto che qualche idea in proposito ce l’hai
- Ma che ti sei messo in testa?!?! Riportami alla macchina!!!
- Senti, se sei arrivata a questo punto, almeno un bacio me lo devi.  

Mi hai guardato in silenzio, quel silenzio che sa di resa. Hai solo abbozzato un minimo tentativo di resistenza, giusto per salvare le apparenze, come insegnano le mamme.
- Va bene. Solo un bacio, però.

E come insegnano le mamme, non mettere la paglia accanto al fuoco, se non vuoi che scoppi un incendio. Il bacio si è presto tramutato in uno sbottonare di camicette e di jeans, in uno sdraiare di sedili. Mi sono staccato a fatica dalla tua bocca, per cominciare ad esplorare i tuoi seni ed i tuoi fianchi.
- Girati.

E tu mi hai voltato le spalle, docilmente. 
E così l’ho visto.
Il tuo bel culo, fasciato con una mutandina di pizzo nero. 
Ho preso i tuoi fianchi e ti ho messa in ginocchio. 
Poi ho scostato la mutandina.
Ho misurato per qualche secondo le tue splendide natiche con le mani. 
Una bella quarantaquattro abbondante. 
La pelle liscia. 
Ti ho dato un schiaffo, erano mesi che desideravo farlo...
- Ahi! Mi fai male!
- Bene! 
I soldi per la palestra sono ben spesi, ho pensato.
Senza attendere oltre, ho affondato il viso in quella meraviglia, e tu hai singhiozzato dal piacere. 
La mia lingua ha indugiato a lungo, tra le due porte del paradiso.
Ad ogni affondo, un sospiro soffocato. 
Avrei continuato per tutta la vita ad assaporare il mosto di quella vite selvatica. Invece tu...
- Basta. Basta. Prendimi. Così, da dietro.
- Pazienza...
Mi sono tolto quel poco che rimaneva e mi sono messo in ginocchio dietro di te.
Ti ho preso i capelli e ti ho tirata verso di me. 
Ed i tuoi singhiozzi si sono mischiati con le mie urla di piacere, mentre io ti cavalcavo a pelo, briglia in mano.
Mezzora dopo ho rimesso la faccia e la bocca in quel bel culetto, mordendolo, baciandolo, schiaffeggiandolo.
Mentre facevamo ritorno, hai pianto. In silenzio, cercando di non farmi capire quanto ti sentissi colpevole per quello che avevi fatto.
Non ti ho mai più vista, in negozio ho evitato di venire, messaggi non me ne hai mandati e la cosa finì li.
Chissà cosa farai in questo momento. 

Forse stai chiacchierando con tuo marito, forse stai cucinando. 
Chissà dove sarà il tuo bel culo burroso.