giovedì 24 agosto 2017

LA SIGNORA...



Fuori ci saranno 38 gradi. Per fortuna l'aria condizionata, nella spaziosa camera del discretissimo motel situato lungo la via Emilia, funziona alla grande. La signora, vestita solo di un perizoma rosso, se ne sta a gambe larghe, comodamente seduta sulla poltrona di fianco al tavolino. Sta parlando al telefono con il marito. Seduto sul tappeto davanti a lei mi diverto a stuzzicarla, con la lingua, leccando attorno al minuscolo triangolino rosso…
La sento dire:  "Caro non so a che ora torno, adesso siamo in pausa ma la riunione andrà avanti per almeno altre tre ore"
Sento la troia fremere sotto la mia lingua ma la sua esperienza le consente di mantenere la voce inalterata, come se nulla fosse…
 "Certo tesoro, appena finisco rientro, non temere. Adesso scusami ma devo proprio andare".
 La sento tirare un sospiro di sollievo mentre chiude la comunicazione.
"Sto cornuto, mi sta addosso sempre più"
"Forse sospetta qualcosa" le dico
"Non me ne frega un cazzo di quello che sospetta, mi fa incazzare e basta"
"Senti" le dico alzandomi in piedi e mettendole sotto al naso il mio uccello già in tiro "invece di incazzarti con il cornuto occupati di questo".
La signora non si fa pregare e attacca a pompare a due mani.
 "Mettiti comodo" mi dice invitandomi a sedere al suo posto. 
Adesso è lei in ginocchio, sento la sua lingua carezzarmi le cosce, leccarmi i coglioni con lentezza esasperante.
Le afferro la testa e la costringo ad attaccarsi ancor di più.
So che quanto più è incazzata col marito tanto più diventa troia perciò la sfido in un gioco antico ma sempre nuovo
"Fai tutto quello che non fai mai a tuo marito, forza"
Mi stringe il cazzo duro e mi guarda senza timore "Sei un porco, cosa vuoi che faccia?"
Le appoggio entrambe le mani sulla testa e la spingo giù con forza..
“Voglio che lo ingoi tutto, fino alle palle e che te lo tieni in gola mentre sborro!!"
La zoccola non si fa pregare. Mi godo la sua bocca calda pregustando quanto piacevole sarà il pomeriggio prima di ritornare a morire dal caldo.......

venerdì 9 giugno 2017

LA VICINA NASONA...



La bellezza conta, e conta assai e la ragazza pare avesse un bel nasone. 
Io pure da ragazzo mi facevo un problema del mio.

Non mi ricordo più il nome, anche se non è passato troppo tempo.
Diba .. Dida.. Biba.. Bo!

Tuttavia... anche lei, non mi ricordo come si chiamava, sfuggiva ai miei abituali canoni estetici.
Alta, magra, con sto nasone e poche tette..

Come fu, come non fu, giunsi all'effrazione.

Fu impudica, mi invitò a cena, dissi prima sì, poi dovetti dirle no. Per farlo bussai alla sua porta. 
Mi aprì, era appena uscita dalla doccia: i capelli bagnati tutti appiccicati alla testa, la bocca rosa come un fiore carnivoro, un grande telo bianco fasciava il suo corpo longilineo e senza curve. 
Avevo solo un’ora, poi dovevo essere da un cliente, e, fino a quell'istante, non immaginavo ciò che sarebbe successo. 
Chi lo sa come ragiona l'inconscio, (o il cazzo), cos'è poi l'istinto.
So che mi avvicinai, fino a toccarla e la baciai.. 
Divorò la mia lingua, intrecciandola alla sua munita di piercing... fu così che le le tolsi con un gesto il telo di dosso. 
Nuda dinnanzi a me, continuava a sgocciolare.
Aveva una splendida fighetta piccola rosa e rasata.

Le sorrisi e la baciai ancora, mentre con due dita le esploravo la passera..

Era un pozzo caldo d'umori e le accolse con un gemito e un tremito.
Per un'istante ebbi la sensazione di reggerla in piedi con le dita.
Per questo (non volevo che cadesse), la feci inginocchiare e le feci sbottonare il pacco davanti alla sua bocca aperta..

Non ci fu bisogno di farle gentilmente notare che era il caso di succhiarmelo..  
E non trovò niente da obiettare quando assecondai il mio brutto vezzo e glielo spinsi tutto fino in gola.  
Ovunque posso, ove mi sia permesso e concesso, mi piace infilarlo tutto, fino in fondo. 
Giù in gola, le mie mani che spingono sulla nuca. 
Approfittai del suo riprendere respiro per sbatterla sul letto: la presi per i capelli bagnati, e da dietro, come fanno gli animali, la montai.
Si faceva tardi per me, smontai e lei si girò, spalancando le cosce per accogliermi con la figa colante. 
Non potevo dire di no a chi in quel momento bruciava sul rogo. 
La chiavai senza pietà ancora per una mezzora prima di venire..

Lei già aveva goduto due volte urlando il suo piacere al mondo, per cui le ingiungo di occuparsi del mio cazzo, ansioso ormai di beatitudine e buona notte al secchio. 
Significa farselo succhiare per un po', tenendole ben ferma la testa, la mano egoista che spinge la nuca, afferrandola per i capelli, io in piedi sul letto e lei a quattro zampe come una cagna ubbidiente.
E' una posizione che mi ha sempre eccitato ed accontenta la vista..
Da li posso guardare lei che mi succhia cazzo e palle ed simultaneamente eccitarmi guardandole il buco del culo bello aperto..
Ora deve obbedire al mio ritmo incalzante e giu fino in gola. Nessuna pietà, adesso tocca a me la beatitudine.

Al primo spruzzo di sborra vorrebbe fuggirein bagno.
Resiste al secondo, io non le mollo la testa: animo, ragazza! 
Dopo il terzo le sfilo il cazzo dalla bocca che cola sborra..  Non smetto di godere, raglio ancora il mio piacere venendole in faccia: e quattro, e cinque, e sei.

Soddisfatto le sollevo la testa, le labbra piene di sborra. 
Finalmente potrebbe correre in bagno, invece..

Si gira sulla schiena, si lecca le labbra mentre col tre dita si sta spalancando la figa fradicia.. e.. viene ancora autoproclamandosi Troia..


Era tardi, dovevo proprio andare

sabato 3 settembre 2016

LADY SINTES...

Ero a Palma per risolvere un problema fiscale ed avevo una camera all’Hotel Palace...
Quel giorno si svolgeva anche un meeting del Consorzio Insulare...
Io, curioso come sono, mi ero intruffolato nel loro buffet e li…    
Conobbi la Signora Sintes...
Lei, signora elegante sui 50-52 anni, amministratore delegato dell'azienda calzaturiera di famiglia.
La notai subito perché tra i vari ultra sessantenni incravattati non potei non apprezzare la sua fascinosa sensualità di donna.
Piega perfetta, manicure ineccepibile, abito elegante e, al contempo, provocante, scollatura al punto giusto, gonna sufficientemente lunga per coprire le cosce ma non abbastanza per impedirne la seppur parziale vista.
Ero al suo fianco e non potei non ammirarne fascino ed eleganza.

Parlava correttamente 3 lingue ed intratteneva tutti.
Al ricco opulento buffet nel quale ero un intruso, con lo sguardo ero sempre a cercare lei, quella attraente donna di mezz'età che tanto mi intrigava.
Chiesi al personale dove fossero i servizi a quel piano e una cameriera mi ci accompagnò spiegandomi che il bagno della sala convegni era di uso comune uomini e donne.
Ascoltai con indifferenza la precisazione trovandola inutile!
La toilette era immensa!  Praticamente ogni bagno era una stanza a se.

Entrai, mi sbottonai i pantaloni e …
Proprio in quel momento entrò nel mio bagno lei.
Non sono abituato a chiudere la porta a casa, e stupidamente non lo faccio nemmeno nei servizi pubblici incurante della possibilità che qualcuno apra la porta!!
Così lei aprì la porta...
Mi voltai, continuando a urinare tranquillo stavo per  dire: "E' occupato" pensando che fosse un uomo..
La vidi e lei vide me.
Fu un attimo, incrociammo i nostri sguardi e poi lei scusandosi richiuse la porta.
Finii di fare la pipì, ed uscii per andarmi a lavare le mani nell'antibagno.
Mi stavo asciugando in uno di quei marchingegni automatici di ultima generazione nel quale devi infilare le mani per intero dentro quando sentii il rumome dello sciacquone del wc vicino a quello che in precedenza avevo utilizzato io.
Trascorsero alcuni istanti ed eccola.
Lei di fronte a me, intenta a lavarsi le mani.
"Scusi per prima - mi disse -. Mi spiace averla disturbata. Perdoni la mia irruenza ma avevo un gran bisogno di fare la pipì e trovando aperto non ho pensato di bussare...".
"Ci mancherebbe - risposi io -. Anzi scusi lei, la colpa è mia che non chiudo mai quando sono in bagno".
"Davvero? - mi chiese lei quasi stupita -. E come mai? Non teme che qualcuno possa entrare come del resto accaduto a me poco fa?"
"Sinceramente no - ribattei io -, e poi qual'è il problema? Non ho nulla da nascondere e in ogni caso la pipì la faccio spalle alla porta per cui non ci sto a pensare su troppo".
Ridemmo entrambi.
"Sì in effetti per noi donne è un po' differente - riprese - Noi ci dobbiamo sedere e poi abbiamo tutta una serie di indumenti da togliere".
"Beh insomma, in fondo si tratta solo di alzare la gonna e abbassare le mutandine ed il gioco è fatto" la incalzai io.
"Sì, è vero, - replicò lei - ma se per caso entrasse una persona, magari un uomo, sicuramente sarebbe sconveniente".
Il discorso si stava protraendo più del dovuto e mi pareva che l'argomento fosse volutamente malizioso quindi decisi di proseguire, curioso di vedere fin dove sarebbe arrivato.
"Ha ragione, ma in tal caso sarebbe una piacevole sorpresa" dissi io palesando un certo interesse.
"Scusi? Che cosa sarebbe piacevole?" mi rispose lei.
"Aprire la porta di un bagno e trovarci dentro una donna affascinante come lei con la gonna alzata e mutandine abbassate" dissi, osando, forse anche troppo.
"Ma non dica sciocchezze - replicò lei sorridendo -. Non credo che sia tanto piacevole entrare in un bagno e scoprirlo occupato, peraltro da una tardona come me".
Capii immediatamente che il gioco era fatto.
Avrebbe tranquillamente potuto fancularmi  dopo la mia provocazione e invece rimbalzò la palla a me, facendo la finta modesta.
"Mi faccia capire quindi: le piacerebbe entrare in un bagno inconsapevolmente e trovarci dentro una donna che fa la pipì?" mi chiese lei.
“Se mi capitasse di trovarci dentro una donna bella come lei..." la stuzzicai io.
Passarono due o tre secondi e poi…
"Vediamo se dici la verità, venga con me" disse e con la mano mi trascinò dentro al bagno in cui poco prima aveva urinato.
Entrammo, chiuse la porta a chiave, si voltò, e guardandomi si alzò la gonna, abbassò le mutandine dicendomi: "Mi sa che non l'avevo fatta tutta"

Poco dopo sentii lo scroscio della sua pipì scendere...
Il mio cazzo divenne immeditamente duro come il marmo.
Lei mi guardava fisso negli occhi e pisciava di fronte a me, come una vacca vestita da signora.
"E tu? Sei sicuro di averla fatta tutta prima?" mi disse iniziando a guardare sfacciatamente il mio pacco.
"Forse no, hai ragione, sento l'impulso di farne ancora un poco" replicai.
"Allora che aspetti dai, liberalo e svuotalo per bene"
Mi stava provocando e io non indugiai oltre.
Aprii la patta dei miei pantaloni ed estrassi il cazzo duro come il marmo ad una ventina di centimetri da lei seduta ancora sul wc.
"mmmmmh ma che bel cazzo hai, aspetta che ora mi alzo e ti aiuto io a fare la pipì"
E così fece. Si alzò, ricomponendosi e lo impugnò indirizzandolo la cappella verso la tazza.
Era così duro che non sarei mai riuscito a pisciare...
"Forse dobbiamo prima svuotare questi coglioni gonfi che ne pensi?"
e senza attendere risposta si accovacciò sul mio cazzo infilandoselo per intero in bocca.


Dalla mia, di bocca, uscii incontrollato un "ooooooooooh" mentre lei iniziò a muovere la sua testa sul cazzo fagocitandolo tutto, dalla cappella fino al base e leccandomi addirittura i coglioni con la lingua mentre era infilato tutto in gola.

Succhiava come raramente avevo visto fare e alzava lo sguardo cercando il mio. Le piaceva succhiarlo, era evidente, e lo faceva con una maestria davvero notevole.   Ad un certo punto, probabilmente stanca della posizione, abbassò, la tavoletta del wc e ci si sedette sopra continuando imperterrita a succhiarmi l'anima. .. 
Io mi limitavo ad godermela come un maiale.  
Accellerò il ritmo e con il trascorrere dei minuti, iniziai a scoparle la bocca, tenendole la testa ferma e con il bacino le infilavo il cazzo per intero in gola…
Venni in men che non si dica, tenendola pe i capelli con il cazzo tutto  in gola.
Bevve tutto, senza tirarsi indietro e solo alla fine si staccò lentamente continuando a succhiarmelo mentre pulsava.. poi lo lasciò uscire dalla sua bocca.
"Mi sei piaciuto tesoro, hai un gusto favoloso, sai di buono" disse leccandosi le labbra come la più consumata delle troie.
"E tu hai una bocca spettacolare"... risposi io.
"A proposito, mi chiamo Maria"
"Piacere,  Filippo"

lunedì 29 settembre 2014

L'inverno è calato come una scure sul mio cazzo...



Sicuramente avrei bisogno di ben più di four days con la bella psicologa di Torino, o qualche sua omologa. 
Mi disse che il motivo per cui tanto piacevo era a suo giudizio frutto di due cose, di certo la virilità che trasmettevo, ma poi che ispiravo anche un senso materno.  
Le sono bastati quattro giorni. 
Io ero così incasinato che non ho dato troppo peso alla sua figa, materna e vogliosa di virilità. 
Tuttavia professionale, come esigeva la situazione e la mia condizione.
Avevo un ideale, per carità, niente di fisso, ma l'oggetto del desiderio più intimo doveva corrispondere alla mia armonia, doveva avere uno stile unico, irripetibile. 
E poi c'era la mia sensibilità acerba, la mia dolorosa, atavica diffidenza, l'inesperienza e incompetenza, la vergogna dell’innamorarmi, una naturale propensione alla sessualità e alle tardone. 
Non è cambiato molto, solo non trombo di più.


lunedì 29 agosto 2011

AMICO MIO ...

Quella sera stavamo tornando dalla nostra mangiata di fiorentina e patate, guidavo io. 
A fianco c’ eri tu amico mio, che da dieci minuti scrivevi sms con un’ aria non troppo soddisfatta sul viso.
Ad un certo punto ti sei messo a piangere, come una fontana. Singhiozzi potenti, moccio dal naso, guance grondanti di lacrime.
Ti ho chiesto cosa non andava, tu non ha risposto e hai continuato nella tua opera di autocommiserazione. Ho lasciato perdere.
La gente mormora ed io ho saputo poi che ti era successo....
Da quel giorno io odio quella ragazza. 
La considero una smorfiosa troia del cazzo. 
Quante volte ho sognato di darle una sberla e cancellarle quell’aria da regina del mondo che si porta sempre stampata sul muso.
Certe ragazze sono belle in un modo intollerabile, sono talmente belle che danno ai nervi. 
Le guardi e sai che non potrai averle perché non sei Scamarcio e non hai un Porsche Cayenne, e tutto ciò ti fa incazzare. 
Perché queste creature così perfette sono precluse alla maggior parte degli uomini?!?  
Non è giusto.
Certe volte dovrebbero solo darla via.  
Darla via a chi capita.  Tre o quattro volte al giorno.
Certe volte arrivi a odiare le ragazze troppo belle. 
Le insulti e le chiami puttane e vai in giro a dire che hanno il cervello di una gallina e che sono antipatiche.
E vorresti farci sesso in modo selvaggio, metterglielo in culo mentre le strattoni per i capelli e le senti urlare di dolore, farle sedere sul tuo uccello e schiaffeggiarle mentre le scopi. 
La loro bellezza smisurata ti ferisce, ti trasforma in un bulldog incazzato.
Poi naturalmente quando hai il colpo di culo della tua vita e una di loro si concede a te succede che la tratti come una principessa e ci fai l’amore piano piano sussurrandole romanticherie smielate, tu sopra e lei sotto, niente cose strane né movimenti bruschi, grazie.
Poi lei ti molla, e si mette con uno che ha la Porsche e che quando la scopa le morsica i capezzoli fino a che non restano i segni e alla fine le viene sulla faccia e la costringe a ingoiare, le sussurra romanticherie tipo: TROIA e  PORCA  e poi va in giro per i bar a vantarsi con gli amici. 
E lei sta a dire alle sue amiche quant’è innamorata del coglione col Porsche.  

La prossima volta, amico mio, scopala!! 
  Montala senza rispetto!! 
Trattala da regina di giorno, a letto trattala per la Troia che è....